La rivoluzione in un chicco

Bonetta Dell’Oglio Chef per amore, mamma di tre figli, amante del buono e della cultura gastronomica siciliana.

Chef per amore, mamma di tre figli, ambasciatrice di slow food nel mondo, accanita sostenitrice di una cucina etica e contro gli sprechi Bonetta dell’Oglio si racconta e ci spiega come attraverso la “ Rivoluzione in un Chicco” si possa garantire cibo sano alle generazioni che verranno! Tutto parte dal grano, autoctono ovviamente, dal pane, cibo importante e molto nutriente e da tutti quegli alimenti che sono semplici e che rappresentano la base della cucina siciliana. Il cammino di Bonetta, durante il quale la ricerca di agricolture, storie e tradizioni della cucina contadina l’ha condotta ad iniziare ed a proseguire un percorso itinerante di conoscenza dei grani antichi autoctoni (in Sicilia ce ne sono più di 52) le ha anche consentito di acquisire consapevolezza ed abilità nella preparazione di piatti tipici. Alla domanda cosa speri nel futuro, lei, sorridendo risponde che nella “Bonettopoli” il suo desiderio più grande sarebbe di vedere un consumatore più informato, attento e che pretende di più da ciò che deve mangiare. Bisognerebbe insegnare ai più piccoli, aggiunge l’instancabile “pasionaria”del cibo responsabile, il piacere ed il gusto degli alimenti semplici attraverso una conoscenza consapevole della loro provenienza e delle sostanze contenute oltre che ai valori nutrizionali.

Da mamma e da chef , Bonetta sconsiglia tutto ciò che è troppo elaborato e anche troppo morbido come le brioches spesso preparate con farine raffinate e nel suo nuovo libro “Romanzo Culinario” propone invece merende genuine come il pane e la crosta del pane (per rinforzare i denti!) accompagnato da olio, cotognata, formaggio, miele, pomodoro e altri nutrienti che richiamano alla tradizione gastronomica siciliana e che aiutano i bambini fin da piccoli a riconoscere i veri a e buoni sapori della nostra terra.

Cotognata

– 1 kg di cotogne di zucchero q.b.

– 1 limone

– 4 stampi a vostro piacere

Lavo le cotogne e le privo del loro naturale velluto,e metto in una pentola a bollire, per circa mezz’ora, le cotogne non devono spaccarsi. Bucatele con uno spiedino e sentitene la loro delicata croccantezza. Le levo dall’acqua bollente le lascio raffreddare un poco e le pelo, e levo tutti i semi come farei con una mela. A quel punto le peso, e metto il 40 % di zucchero relativamente al loro peso netto. Su un kg sarebbero 400 gr. Le metto a cuocere con lo zucchero e il succo filtrato di un limone, mantenendo la fiamma bassa, quando tutto l’impasto si è amalgamato, lo frullo con il frullatore a immersione e continuo a cuocere fino a quando l’impasto non si stacca dal fondo.  Metto nelle forme e lascio riposare per almeno 3 giorni. Prima di sformare mi assicuro che si stacchi bene dal fondo. Questa ricetta è una revisione /innovazione della ricetta di mia nonna che prevedeva il rapporto tra cotogne e zucchero 1:1. Oggi siamo portati ad abbassare le percentuali zuccherine e ci godiamo di più l’acidità delle cotogne ravvivata dal succo di limone.

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